IANUS, Scuola di POLIS-ANALISI

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“IANUS, Scuola di POLIS-ANALISI” dell’IGABo

Corso quadriennale di specializzazione in Psicoterapia Analitica in setting Individuale, Gruppale e del Contesto sociale

Ianus è la divinità che presiede ai collegamenti, ponti e porte uno sguardo al passato e uno al futuro per favorire passaggi e mutamenti.

In partnership con l’Associazione di Psicoanalisi della Relazione Educativa – APRE[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”16220″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

MISSION

L’obiettivo che ci poniamo è quello di formare professionisti della salute mentale e del lavoro di cura psichico che siano in grado di applicare studi, ricerche e clinica a orientamento psicodinamico alla cura d’individui, gruppi, istituzioni e collettività nel suo insieme. Precipua attenzione sarà dedicata alle specifiche problematiche e psicopatologie del mondo contemporaneo, così vario, mutevole e instabile, proponendo anche una “cura della Polis” (ossia dei contesti macro-sociali in cui individui e micro-gruppi sono immersi fin dalla loro origine). Cercheremo formare a una Psicoterapia per la salvaguardia dei Diritti Umani, con una duplice intenzione: una di cura delle vittime, per riparare i danni derivanti da violazione dei propri diritti (lotta contro ogni discriminazione, accoglienza, ricongiungimenti familiari, educazione, sviluppo socioeconomico ed ecologico in ottica “Win-Win”, creazione di reti sociali in cui circolino i “beni relazionali”); l’altra di “cura delle istituzioni” per indirizzarle verso “buone pratiche”, affinché si possa ridefinire il contesto sociale nell’ottica della prevenzione, inserendo il benessere psicologico come prioritario e riconoscendo come diritto specifico quello di avere una vita psichica salutare.

Nella nostra prospettiva la malattia psichica come sofferenza individuale è anche espressione della sofferenza generale del sistema sociale, della società, della cultura. Ecco perché quando esercitiamo la psicoterapia dobbiamo tenere conto del background sociale, politico e culturale e prendercene cura attraverso una “polis-analisi”. La psicoterapia permette ai pazienti di diventare più responsabili verso sé stessi, il loro stile di vita e le relazioni sociali e di conseguenza facciamo crescere il loro potenziale e l’influenza sull’ambiente che li circonda. Se il sistema avrà effetti sull’individuo è anche viceversa: mentre supportiamo la crescita del paziente, sosteniamo anche la sua capacità di cambiare l’ambiente e il modo di vivere. Facciamo in modo che i pazienti siano più consapevoli dei loro bisogni e desideri, facciamo sì che possano alzare la voce e avere maggiore influenza sull’esterno. Influenzare il sistema sociale è sempre un atto politico: dunque la capacità di azione politica è uno degli obiettivi della psicoterapia; e in questo modo ogni psicoterapeuta ha anche un impatto politico.

A tal fine intendiamo integrare aspetti scientifici e di ricerca, responsabilità della cura e dei suoi risultati con attenzione anche ai nodi delle reti emotivo-cognitive tra individuo-gruppo-società. Perseguiamo infatti il fine di promuovere il benessere e la terapia non solo individuale, ma anche collettivo, realizzando il senso del convivere in una costruttiva armonizzazione degli “opposti” e delle differenze. In tal senso, oltre alla terapia individuale – di matrice psicoanalitica relazionale – e a quella attraverso il gruppo – gruppoanalisi soggettuale – nella nostra scuola sarà svolta formazione a quella che, in un decennio di nostre attività, si è configurata come “polis-analisi”, da cui consegue la centralità di una psicoterapia dei campi multipersonali, in collegamento con il taglio relazionale che oggi anche le neuroscienze propongono. Attraverso la psicologia dinamico-clinica e i dispositivi della fenomenologia, dell’ermeneutica e dell’etica, il metodo psicoterapeutico che proponiamo ha come scopo quello di riattivare il dialogo (messo in crisi dalla patologia) del paziente con se stesso e con le altre persone, affinché la persona possa prendere la propria posizione creativamente nel mondo, co-costruendo un nuovo significato attraverso l’esperienza stessa dell’incontro clinico. Il metodo “polis-analitico” che proponiamo sarà utile per cogliere le specificità psicopatologiche della nostra contemporaneità, così mutevole e instabile, in un contesto in cui, insieme con le vecchie strutture sociali, vengono meno le tradizionali strutture psicopatologiche.

La formazione alla pratica clinica sarà quindi completata con apporti dell’Antropologia, della Psicosociologia, della Terapia familiare e dell’Etnopsicologia. Molta attenzione sarà posta anche alle basi empiriche della psicoterapia ed alla metodologia di ricerca in tale campo. Gli Psicoterapeuti specializzati presso la Scuola “Ianus” saranno così abilitati: alla cura delle nuove problematiche emergenti nella civiltà contemporanea in modo funzionale e creativo; a riconoscere le multiformi individualità mantenendone la concreta ricchezza; a saper capire come tali individualità diano vita alla tessitura cangiante di una società; a esser pronti a cogliere nuovi fenomeni sociali, intuendone cause e possibili effetti; a tradurre tutto ciò in analisi chiare e puntuali, ma mai assertive e definitive, in indicazioni operative per la collettività. Verrà posta speciale attenzione alle nuove fenomenologie della “crisi” (immigrati, anziani, traumi, terrorismi, gioco patologico, criminalità organizzata, emergenze per catastrofi naturali o per eventi bellici o flussi migratori). Ciò, naturalmente, senza distrarsi dal tradizionale lavoro di cura il più possibile, però, aggiornato all’oggi, all’evoluzione del settore, all’integrazione e ascolto di altri modelli psicoterapeutici, delle discipline delle scienze umane e delle neuroscienze.[/vc_column_text][vc_separator type=”transparent” up=”15″ down=”15″][vc_column_text]

MODELLO DI RIFERIMENTO

Il modello scientifico/clinico della Scuola si colloca nell’ambito della psicoterapia ad orientamento psicodinamico e fenomenologico, privilegiando il vertice psicoanalitico relazionale e quello gruppoanalitico.

Nella nostra prospettiva consideriamo la gruppalità, la relazionalità e il legame (familiare, sociale, culturale, comunitario e istituzionale) quali dimensioni costitutive, consce e inconsce, della psiche umana. I legami e le appartenenze influenzano in maniera pervasiva la vita di un soggetto e la costituiscono come iscritta in una rete di relazioni. Il soggetto, in tale prospettiva, non coincide con l’individuo, non consiste per così dire solo di se stesso. Esso è costitutivamente trans-individuale (soggettuale) perché permeato dai significati, dalle immagini, dagli ideali, dalle aspettative e dai desideri che abitano il mondo degli altri. Ciò non toglie che la sofferenza psichica e la psicopatologia non siano vissute e sofferte dal singolo che ha diritto ad un adeguato e responsabile lavoro di cura. Pertanto fondamentale la terapia dei campi multipersonali.

C’è un’incessante dialettica tra istanze di appartenenza e identificazione da una parte e istanze di differenziazione e sviluppo singolare del Sé dall’altra. “Individuo” e “gruppo”, in quest’ottica, non connotano dimensioni distinte o in opposizione ma divengono prospettive complementari di sguardo sulla soggettività, in cui l’una è alternativamente in posizione di figura o sfondo rispetto all’altra.

La matrice personale si costituisce a seguito dell’appartenenza a un gruppo, in primis, quello familiare originale. Affonda, quindi, le proprie radici nella totalità dei rapporti (con i genitori, tra questi e i nonni lungo il corso delle generazioni) significativi e nella fantasmatizzazione di essi. Qui si realizzano i processi di identificazione che consentono lo strutturarsi della gruppalità interna, cioè dell’insieme delle rappresentazioni di sé e degli altri in relazione reciproca e continua. La gruppalità interna è l’esito dell’internalizzazione dell’insieme di relazioni significate e intenzionate dall’individuo; comprende anche le immagini di sé che si sono formate attraverso gli occhi. È ormai condivisa l’idea che l’individuo va concepito non come un sistema chiuso in sé ma come un sistema aperto, è cioè “sospeso nella matrice di gruppo così come lo è il neurone nel sistema nervoso e a sua volta immerso in un più ampio “inconscio sociale” che collega il soggetto allo scenario transculturale entro il quale egli è stato concepito e si è sviluppato. Ciò, del resto, coincide con i risultati delle odierne dell’odierna ricerca neuro-scientifiche.

In tale sistema di rete, anche il concetto di malattia può essere considerato come funzione di “un intero plexus di una intera rete di relazioni”, dove cioè il sintomo dell’individuo riflette una sintomatologia sociale, acquista un carattere multipersonale, per cui la sofferenza psichica in termini multi-personali, non riducibile cioè solo alle strutture o al funzionamento del mondo interno del singolo individuo. La patologia, dunque, può essere eziologicamente compresa solo in relazione alla rete di relazioni inter e transpersonali. Il trattamento gruppoanalitico (e in genere analitico-relazionale) diventa, così, lo strumento per la ricerca dell’identità dell’individuo, inteso come punto nodale di una rete-matrice di relazioni espanse a livello transculturale e transgenerazionale: ermeneutica quanto mai necessaria per decodificare gli accadimenti della nostra epoca.

I fenomeni psichici individuali trovano piena comprensione solo quando collocati entro la storia e la dinamica psichica della matrice relazionale, affettiva e simbolica, di cui il soggetto è parte, considerando “il paziente come l’anello di una lunga catena, un punto nodale in una rete di interazione, la quale è la vera sede dei processi che portano tanto alla malattia che alla guarigione” (Foulkes). Ne consegue quindi una pratica clinica attenta di volta in volta ai correlati gruppali e istituzionali delle varie situazioni, al rapporto tra dimensione conscia ed inconscia del dispositivo stesso di cura e delle organizzazioni terapeutiche in cui ci si muove. Poniamo l’attenzione su questo anche per l’insufficienza oggi della formazione alla psicoterapia gruppale ed istituzionale in Italia.

Intendiamo considerare le fenomenologie delle attuali psicopatologie individuali e collettive espresse anche dalle varie “diversità” che co-abitano nelle nostre polis contemporanee, nell’epoca delle passioni tristi e della liquidità identitaria. “Ciò che chiamiamo psicoterapia non è altro in fondo che una pratica intesa a far sì che l’ammalato giunga a ‘vedere’ la struttura complessiva dell’esistenza umana. Il suo ‘essere al mondo’ e a capire il punto in cui egli si è smarrito” (L. Binswanger, “Tre forme di esistenza mancata”) e, aggiungiamo, aiutarlo a ricucire la trama sfibrata affinché possa prendere la sua posizione nel proprio campo multipersonale e tessuto sociale. Per rispondere alle nuove psicopatologie e specifiche problematiche psichiche contemporanee (nell’individuo e nella collettività) sarà approfondito anche il campo dell’etnopsicoanalisi e dell’applicazione della Psicologia Dinamica e Fenomenologica alle migrazioni, alle emergenze, all’abuso, alle nuove dipendenze, agli scenari di terrorismo e fondamentalismi e alla crisi economica (come si può evincere dagli insegnamenti specifici nel IV anno). Pertanto insegnamenti e seminari saranno dedicati anche al lavoro con persone di altre etnie e culture, particolarmente indicato nel contesto delle Polis contemporanee, in cui le migrazioni e la creolizzazione della società richiedono nuovi strumenti di comprensione, tanto per il lavoro con i migranti, quanto per quello con gli autoctoni. I work-shop annuali, residenziali saranno svolti in dinamiche di gruppo in assetto analitico; duranti i quali verrà offerta anche una formazione in Artiterapie (Musicoterapia, Teatroterapia, Arti figurative). Siamo convinti infatti che le Arti rappresentano da sempre quell’insieme di dispositivi in cui le culture trovano una sintesi in grado di contribuire alla definizione dinamica del senso complessivo dell’esperienza del singolo e della collettività. Le metodiche arti-terapeutiche permettono di integrare le visioni complesse di psiche, soma e rete socio-culturale, aiutando il paziente a riprendere il proprio giusto posto.

Il modello “Polis-Analitico” nasce da oltre dieci anni di studi, pratica clinica e attività dell’Ass.ne di Psicoanalisi della Relazione Educativa APRE, presentati nei congressi nazionali e internazionali (svolti in prestigiose sedi accademiche e istituzionali come la Camera e il Senato) dalle attività cliniche e dagli interventi in scuole e comunità di accoglienza e recupero, alcune delle quali saranno sedi per i tirocini. Attività e passione clinica e civica da cui prende avvio la presente proposta di corso di specializzazione in Psicoterapia “polis-analitica”.

Tra gli Autori storici di riferimento del modello teorico vi sono: S. Freud, C. G. Jung, S. Ferenczi,  S.H. Foulkes, W. Bion, D. Winnicott, E. Erikson, L. Binswanger, J. Bowlby, S.A. Mitchell, O. Kernberg, R. Kaës, McWilliams. Andranno tenute in considerazione anche le più recenti elaborazioni internazionali ed italiane per quanto riguarda la terapia di gruppo e la ricerca empirica, integrazioni fondamentali per la consapevolezza della prassi (Brunori, Friedman, Lingiardi, Lo Coco, Lo Verso, Napolitani, Pines, Pontalti, Salvatore).[/vc_column_text][vc_separator type=”transparent” up=”15″ down=”15″][vc_column_text]

AMBITI APPLICATIVI

Nell’ambito della pratica clinica ci occuperemo di interventi con: adolescenti, giovani adulti, coppie, famiglie multiproblematiche, contesti istituzionali (scuole, aziende, organizzazioni sanitarie). Prepareremo specificatamente a un lavoro di “polis-analisi”, ossia di psicoterapia delle problematiche contemporanee, variamente espresse dalle diversità con-viventi nelle nostre multi-etniche e multiculturali città. In tal senso attenzione precipua sarà posta all’eziologia e all’intervento per i fenomeni del terrorismo e dei fondamentalismi, della ricerca-intervento psicologica nel campo della criminalità organizzata, della crisi economica ed ecologica, delle nuove dipendenze, fino a considerare le derive delle sette, del “cyber-utopismo” e del “transhuman”.

La formazione offerta dalla Scuola Ianus permette di sviluppare la capacità di gestire le situazioni cliniche non solo nel privato ma anche negli ambiti istituzionali ove, nella società contemporanea, occorre uno psicoterapeuta, ossia in scuole, comunità, centri di accoglienza, istituzioni sanitarie e sociali, aziende. Lo psicoterapeuta oggi è infatti chiamato ad assumere la responsabilità di progetti terapeutici complessi e a collaborare con altri professionisti (psichiatri, medici, insegnanti, infermieri, assistenti sociali, educatori, tecnici della riabilitazione, mediatori culturali) in un’efficace lavoro di équipe. Se possiede una adeguata formazione relazionale e gruppale anche a dare contributi formativi in questi campi.

Nella Psicoterapia oggi va incluso un ampio spettro d’interventi che includono oltre alla coppia terapeuta-paziente o all’insieme dei membri del gruppo, tutte le risorse attivabili entro i contesti di vita del soggetto sofferente a partire dalla famiglia, dalla comunità, dai contesti collettivi micro e macro-sociali. Pertanto i Professionisti che usciranno specializzati dalla Scuola Ianus, dovranno essere, anche, capaci di affiancare chiunque debba assumere decisioni, predisporre politiche, definire prassi d’intervento, per sostenerlo nel complesso processo di conoscenza dei problemi, di individuazione delle opzioni possibili, di formazione delle persone. Fondamentale per realizzare tutto ciò, sarà il dialogo con le altre Scienze Umane e  Sanitarie: l’attenzione all’equiprossimità, tipica delle pratiche mediative; la logica del confine, propria della psico-sociologia; la capacità di ascolto, mutuata dalla tradizione psicoanalitica; l’attitudine alla sintesi ed alla responsabilità della cura, cara al pensiero medico-scientifico; la consapevolezza dei tempi di mutamento delle persone e delle strutture, che anima le scienze educative; con attenzione alle cause profonde e alle implicazioni psicodinamiche sottese alle crisi economiche, ai fenomeni migratori, all’ecologia, alle situazioni di emergenza (ivi compresi gli scenari di guerra, terrorismo, fenomeni mafiosi).[/vc_column_text][vc_separator type=”transparent” up=”15″ down=”15″][vc_column_text]

METODOLOGIA FORMATIVA

Le competenze analitiche, per la loro natura, possono essere efficacemente trasmesse solo attraverso lo sviluppo di una particolare qualità del legame di apprendimento tra formatori e formandi. È questa rete di relazioni affettivamente investite che rende possibile passare dal semplice sapere (ambito delle conoscenze) al saper fare e saper essere (ambito delle competenze e attitudini). La Scuola Ianus persegue tale finalità attraverso una metodologia formativa improntata al rimando circolare tra clinica e teoria e sull’uso del gruppo come strumento cardine di elaborazione e apprendimento comune. La relazione è centrale sia nel lavoro clinico che nella attività formativa. Anche la ricerca empirica va pensata in tale direzione.

Per questo tutte le attività didattiche della scuola sono informate a modelli di apprendimento esperienziali e gruppali, con metodi di formazione che facilitano la partecipazione attiva, l’elaborazione critica e autonoma dei concetti e del pensiero, lo sviluppo di prassi e competenze professionali flessibili:

La scuola si realizza attraverso l’uso del gruppo nelle sue diverse forme:

  • gruppi esperienziali
  • gruppi di discussione dei testi fondativi e dei successivi sviluppi della disciplina
  • gruppi di discussione casi clinici
  • gruppi per diverse applicazioni
  • gruppi tutoring e supervisione
  • osservazione di gruppi di terapia

I partecipanti in questo modo potranno acquisire la conoscenza diretta del gruppo attraverso l’esperienza di gruppi  autocentrati per la conoscenza di sé ed eterocentrati più specificatamente professionalizzanti. Il corso di formazione si realizzerà attraverso i cosidetti block training che comprendono le giornate di venerdì, sabato e parte della domenica e avranno luogo ogni tre settimane per l’intero anno accademico.

La Scuola garantisce ai suoi studenti una tutorship personalizzata e di gruppo che li accompagna in maniera continua dall’iscrizione al conseguimento del Diploma.[/vc_column_text][vc_separator type=”transparent” up=”15″ down=”15″][vc_column_text]

ORGANIGRAMMA E DOCENTI

Presidente IGABo e rappresentante legale: Luisa Brunori
Direttore: Rocco Filipponeri Pergola

Comitato Scientifico

Garante: Gianluca Lo Coco (associato di Psicologia Clinica Uni. Palermo)
Co-Direzione Scientifica: Luisa Brunori (già ordinario Psicologia Dinamica dei Gruppi, Uni. Alma Mater Bologna), Girolamo Lo Verso (già ordinario di Psicoterapia Uni. Palermo).
Altri membri: Donatella Cavanna (ordinario Psicologia Dinamica Uni. Genova);; Alberto Ghilardi (associato Clinica Uni. Parma), Marco Innamorati (associato di Psicologia Dinamica e dello Sviluppo Uni. Tor Vergata), David Meghnagi (Ass. Psicologia Clinica, Ordinario IPA), Sergio Salvatore (ordinario Psicologia Dinamica Uni. Salento).

Consiglio della Scuola (CDS)

Rappresentante ente gestore: Luisa Brunori
Coordinatore attività didattica: Marco Innamorati
Direttore: Rocco Filipponeri Pergola

Docenti della Scuola

Giorgio Battistelli (direttore artistico Teatro dell’Opera di Roma), Marco Cacioppo (associato Sviluppo Uni. LUMSA), Arturo Casoni (IPRS), Renato Foschi (associato Uni. Sapienza), Maurizio Gasseau (associato Clinica Uni. Val d’Aosta), Salvatore Gullo (associato Sviluppo Uni. Cusano), Girolamo Lo Verso (già ordinario Psicoterapia Uni. Palermo), Marco Innamorati (associato Dinamica e Sviluppo Uni. Tor Vergata), Giuseppe Licari  (direttore rivista Narrare i gruppi), Gerardo Lo Russo (già Direttore Accademia Belle Arti di Roma), Stefania Marinelli (associato Uni. La Sapienza), Giuseppe Nucara (ord. SPI, Uni. Cattolica), Rocco Filipponeri Pergola (presidente APRE, doc. Ps. Sviluppo Uni. Tor Vergata), Corrado Pontalti (già Ass. Uni. Cattolica), Vincenzo Padiglione (ordinario Uni. La Sapienza), Claudia Prestano (associato Uni. Cusano), Sergio Salvatore (ordinario Uni. Salento); Giovanni Stanghellini (ordinario Dinamica Uni. Chieti), Giusi Ustica (libero professionista Palermo), Toni Giorgi (Università Cattolica Brescia), .

Sede tirocini: Casa Salesiana Borgo Ragazzi Don Bosco (Via Prenestina, 468).[/vc_column_text][vc_separator type=”transparent” up=”15″ down=”15″][vc_column_text]

PROGRAMMA FORMATIVO

Le competenze analitiche, per la loro natura, possono essere efficacemente trasmesse solo attraverso lo sviluppo di una particolare qualità del legame di apprendimento tra formatori e formandi. È questa rete di relazioni affettivamente investite che rende possibile passare dal semplice sapere (ambito delle conoscenze) al saper fare e saper essere (ambito delle competenze e attitudini). La Scuola Ianus persegue tale finalità attraverso una metodologia formativa improntata al rimando circolare tra clinica e teoria e sull’uso del gruppo come strumento cardine di elaborazione e apprendimento comune. La relazione è centrale sia nel lavoro clinico che nella attività formativa.

Tutte le attività didattiche della scuola sono informate a modelli di apprendimento esperienziali e gruppali, con metodi di formazione che facilitano la partecipazione attiva, l’elaborazione critica e autonoma dei concetti e del pensiero, lo sviluppo di prassi e competenze professionali flessibili:

  • lezioni frontali
  • seminari magistrali (specialisti e ricercatori di alto livello, anche non italiani)
  • discussione di casi in gruppo
  • gruppi di esperienza relazionale
  • gruppi tutoring e supervisione
  • osservazione di gruppi di lavoro
  • workshop formativi in assetto dinamico.

La Scuola garantisce ai suoi studenti una tutorship personalizzata e di gruppo che li accompagna in maniera continua dall’iscrizione al conseguimento del Diploma.

Il programma formativo si articola in:

  • Formazione di base (attività teorica)
  • Formazione specialistica (attività teorica)
  • Seminari tecnici (attività teorica)
  • Seminari clinici di analisi di casi (attività teorico-pratica)
  • Seminari di approfondimento tematico(attività teorica)
  • Gruppi esperienziali in assetto dinamico (attività pratica)
  • Gruppi Balint (attività teorico-pratica)
  • Tirocinio
  • Supervisione attività di tirocinio e casi clinici
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Seminari di approfondimento tematico

Psicoterapia e problematiche contemporanee          7       Luisa Brunori, Toni Giorgi,

(seminario di apertura)                                                       Girolamo Lo Verso, M. Innamorati

  1. Pergola, C. Pontalti, S. Salvatore

Lo studio del processo in psicoterapia:

il codice delle emozioni espresse e

il codice degli interventi del terapeuta                       6       Corrado Pontalti (Uni. Cattolica)

 

L’economicità dei Gruppi, per una società Win Win  7        Luisa Brunori (già Ord. Uni Bologna)

Psicologia in bianco e nero                                        7       Sergio Salvatore (Ord. Uni. Salento)

Intervento psicologico con persone omosessuali      6        Vittorio Lingiardi (Ord. Uni La Sapienza)

Psicologia e società multietcnica                               6        Alberto Ghilardi (Associato Uni. Brescia)

Psicodramma analitico junghiano                              6        Maurizio Gasseau (Ass. Uni. Aosta)

Disturbi alimentari e psicologia del Sé                       6        Gian Carlo Di Luzio (ordinario SPI)

Sessuologia                                                               6        Chiara Simonelli (Uni. La Sapienza)

La sindrome degli antenati e il transgenerazionale   6       A.A. Schutznbergher (Emer. Uni. Nizza)

Adozioni e affido: famiglie in transito                         6        Donatella Cavanna (Ord. Uni. Genova)

Arteterapia I (pittura, scultura)                                   6        Gerardo Lo Russo

(dir. Accademia di Belle Arti di Roma)

Artiterapia II (musica, danza)                                     6        Giorgio Battistelli

(dir. artistico Teatro dell’Opera di Roma)

Artiterapia III                                                               6        Maurizio Peciccia (Uni. Perugia)

Il trauma della Shoah e identità europea                    7       David Meghnagi (Uni. Roma Tre)

Violenza o dialogo? Terrore e terrorismo                   6        V. D. Volkan (Uni. Oslo)

Psicoanalisi e Neuroscienze                                       6        Vittorio Gallese (Uni. Parma)

PolisAnalisi: identità e diversità nel tempo della crisi  7       vari esperti internazionali a confronto

Il numero complessivo è di 2000 ore per l’intero corso quadriennale, 507 per ogni anno accademico, come di seguito suddivise:

LEZIONI TEORICHE (720 ORE totali, per una media di 180 ore l’anno)

SEMINARI CLINICI, TEORICI E TECNICI (100 ORE – 25 l’anno)

TRAINING CLINICO, Gruppi Esperienziali e Balint (200 ORE totali, 50 l’anno)

TIROCINIO presso Istituzioni convenzionate (680 ORE – 170 l’anno)

SUPERVISIONE (120 ORE)

CONVEGNI (100 ORE totali, 25 ore l’anno)

WORK-SHOP ANNUALE residenziale (100 ore)

 

Aspetti tecnici

TERAPIA PERSONALE DI APPROCCIO ANALITICO
L’assunzione di responsabilità della cura analitica si radica anche nell’accuratezza con cui lo psicoterapeuta, fin dagli anni della sua formazione, impara a riflettere criticamente su di sé come persona, ad aver cura del proprio processo maturativo e delle proprie competenze relazionali. La Scuola quindi ritiene importante per lo specializzando una completa esperienza di psicoterapia ad orientamento psicoanalitico in setting individuale e/o di gruppo da effettuarsi a livello privato (sono ipotizzabili dei convenzionamenti che contengano i costi). La Scuola fornirà altresì la possibilità di effettuare un’esperienza relazionale di gruppo all’interno del percorso formativo, centrata sull’identità professionale e sull’esperienza relazionale fatta nella formazione e dentro il gruppo, che costituirà, per lo specializzando, anche un percorso di profonda conoscenza delle proprie psicodinamiche, fondamentale per la gestione del controtrasfert.

Il Coordinatore di anno, docente che accompagna la classe dal I al IV anno di Corso, è l’unica figura che può, nella rigorosa riservatezza di un dialogo personale necessario o richiesto, trattare questioni emergenti nel percorso analitico che abbiano rilevanza per la formazione e il futuro esercizio della professione psicoterapeutica.

NUMERO ALLIEVI PER ANNO DI CORSO
È ammesso un numero massimo di 20 allievi.

TIROCINIO
Sono previste per ogni anno 170 ore di tirocinio.

FREQUENZA ED ESAMI
Frequenza: in media 1 week-end al mese da gennaio a dicembre oltre a 1 seminario residenziale di 5 giorni, organizzato nel corso dell’anno e dedicato all’approfondimento degli assi portanti della Scuola.

Le verifiche annuali sono funzionali all’accertamento dell’acquisizione dei concetti teorici che contraddistinguono la Scuola, e alla valutazione delle competenze maturate nella loro applicazione ed elaborazione personale.

È prevista alla fine del I, II e III anno la stesura e discussione di un elaborato, (nel I e II anno su esperienze di lavoro e di studio e nel III anno su casi clinici di tirocinio) con un docente della Scuola e con il proprio tutor.

Al termine del Corso il candidato redige una tesi clinica. La tesi viene discussa con una Commissione scelta tra i Docenti della Scuola.

REQUISITI DI AMMISSIONE
Alla Scuola sono ammessi laureati in Psicologia e/o Medicina, iscritti ai rispettivi albi professionali.

È possibile essere ammessi purché l’iscrizione all’albo avvenga entro la prima sessione utile successiva all’effettivo inizio dei corsi.

Laureati di discipline affini possono essere ammessi come uditori a insindacabile giudizio della Direzione della Scuola.

L’ammissione avviene dopo aver superato un colloquio di valutazione con un didatta della Scuola e relativa formalizzazione della domanda.

COSTI
3700 euro all’anno[/vc_column_text][vc_separator type=”transparent” up=”15″ down=”15″][vc_column_text]

Bibliografia (in composizione……)

Bromberg P. M., L’ombra dello tsunami. La crescita della mente relazionale, Raffaello Cortina, Milano.

Eagle M. N., (1988), Da Freud alla psicoanalisi contemporanea, Raffaello Cortina, Milano.

Mitchell S. A., Gli orientamenti relazionali in psicoanalisi. Per un modello integrato, Bollati Boringhieri, Torino, 1993.

Foulkes, S.H., 1964, Psicoterapia e analisi di gruppo, Bollati Boringhieri, Torino, 1967. Foulkes, S.H., 1975, La psicoterapia gruppoanalitica, Astrolabio, Roma, 1976.

Lo Verso, G., 1989, Clinica della gruppoanalisi e psicologia, Bollati Boringhieri, Torino.

Mitchell S. A., Il modello relazionale. Dall’attaccamento all’intersoggettività., Raffaello Cortina, Milano, 2002.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_separator type=”transparent” up=”15″ down=”15″][/vc_column][/vc_row]

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