Centro Clinico

Centro Clinico diffuso per una Clinica del Sociale

Direttrice: Viviana Langher(presidente Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica de La Sapienza)

Supervisori: Filippo Pergola (direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Analitica Individuale e di Gruppo SPAIG e presidente Ass.ne di Psicoanalisi della Relazione Educativa APRE),Giorgio Magnani (psichiatra, Gruppoanalista)

Psicoterapeuti operatori: Amalia Minichiello (psicodrammatista, responsabile del training SPAIG), Pietro Lasalvia (medico psicoanalista, direttore Istituto di Psichiatria Sociale SPAIG), Francesca Lanzirotti (sistemico-relazionale, responsabile Tutoraggio SPAIG), Maria Carpino (gruppoanalista, didatta SPAIG)

 

la sede romana di via Asello, 13

Psicologi collaboratori: Giulia Proietti (responsabile Istituto di Psicologia Scolastica APRE), Giorgio Soverchia (responsabile Tirocini APRE)

Con l’intento di configurare una rifondazione della “Psichiatria Sociale”, il Centro Clinico della Società di PolisAnalisi si occupa specialmente degli interventi in tutti i contesti socio-organizzati, seguendo il “paradigma della complessità”

In particolare attraverso i Gruppi Balint Analitici, lo Psicodramma, il Grande Gruppo, proponiamo un intervento psicologico e psicoterapeutico (per l’Individuo e il Gruppo) entro differenti contesti sociali: dalla Scuola alle strutture produttive aziendali, alle organizzazioni di assistenza ad utenti “deboli” (anziani; giovani in situazione di disagio; tossicodipendenti; persone di culture “altre”, provenienti da paesi extracomunitari); dalle organizzazioni religiose, militari o carcerarie a quelle che operano nel terzo settore.

 

E’ previsto lo svolgimento del Tirocinio professionalizzante in convenzione con le Università

 

La psicoterapia polisanalitica, a partire dal modello Gruppoanalitico, considera l’essere persona di ciascuno come un mosaico di personalità, una “gruppalità interna” nella sua complessa unicità, in cui si coniugano e si integrano lamare (la vita emotiva e affettiva) con il fare (la vita lavorativa, l’autorealizzazione professionale).

L’identità non è statica ma in progressiva trasformazione: l’individuo è in un continuo percorso, connotato da una pluralità di relazioni inter-soggettive con le quali definisce e ri-definisce il suo stare nel mondo in relazione con lo scenario in cui è inserito. Il PolisAnalista può accompagnare il paziente, il gruppo, l’Istituzione in un cammino dallo smarrimento, attraverso l’esplorazione di nuovi “territori”, a costruire nuovi significati accomunanti le varie reti e sistemi, per effettuare nuovi transiti necessari a posizionarsi nel proprio giusto posto per il bene e progresso proprio e della Comunità.

La contemporaneità che viviamo (pandemie, guerre, crisi economiche, ecologiche e sociali), segnata da profonda incertezza, precarietà e insicurezza, ha svelato la nostra fragilità e la nostra vulnerabilità impendendo di rappresentarci e progettare un futuro possibile e generativo, da cui proiezione paranoica, fuga maniacalee nemicalizzazione dell’altro.

Il soggetto esperimenta un senso di vuoto, di mancanza, di perdita di identità, che si manifestano in sintomi psicosomatici (attacchi di panico, crisi d’ansia, disturbi alimentari, insonnia) e/o nella incapacità di interagire con il mondo in senso generativo e progettuale (depressione, perdita di senso, bassa autostima, sensi di colpa, sfiducia verso gli altri, isolamento, solitudine, rabbia).

Le relazioni diventano faticose, conflittuali, superficiali o utilitaristiche, vengono meno il rispetto, l’empatia e l’ascolto dell’altro. La patologia si configura come l’uccisione dello Steraniero (dentro e fuori dell’Individuo e del gruppo di appartenenza).

Per la Polisanalisi la progettualità prima ancora che una teoria o una tecnica appartiene ad una cultura che identifica nell’essere alla vita l’occasione unica di investimento del proprio valore nelle forme più coraggiose ma anche più appropriate alla realtà.

La progettualità non è solo accompagnata dall’angoscia dell’incertezza (errori, insuccessi, delusioni, rinunce ecc), è simultaneamente attraversata dall’angoscia della bellezza, intesa come difficoltà a esprimere il proprio Sé, a censurare le proprie potenzialità, a negare i propri desideri, a non dare voce al proprio puer interno, che rappresenta l’istanza progettuale e generativa di ogni individuo sin dalla nascita.

La progettualità diviene il filo rosso del processo di apprendimento, considerato non tanto come qualcosa di aggiuntivo alla propria crescita, ma come il fattore costitutivo del rapporto con la propria vita privata e pubblica.

La psicoterapia polisanalitica si pone pertanto l’obiettivo di aiutare il soggetto a liberarsi dagli stereotipi, dalla coazione a ripetere, passando da collusioni patologiche a collusioni evolutive, ampliando le risorse di significato. Il PolisAnalistaè un riattivatole della capacità immaginativa e un facilitatore di rigenerazione di capitale sociale (cooperazione, reciprocità e fiducia) all’interno dei Gruppi. La speranza è di permettere una neo-costruzione di Senso per l’esistenza propria e della “Polis” (le comunità) per a realizzare responsabilmente una vita di relazione, privata e professionale e civile appagante e creativa.

Per ottenere ciò la clinica polisanalitica si configura come una psicoterapia dei campi multipersonali: per noi il terapeuta deve essere lì dove l’essere Persona (mosaico di personalità) del paziente si disloca, ossia coinvolgendo tutte le reti di relazione di cui il paziente è punto nodale (transpersonale e transculturale) e tenendo in conto dell’essere (individuo e comunità) ultimo anello di una catena di generazioni (livello inter e transgenerazionale).

Potete contattarci per progetti di Ricerca-Azione e Intervento Clinico rispetto all’Individuo, ai Gruppi nei contesti lavorativi di ogni tipo e al più ampio Territorio.