La nostra attività di Formazione e Supervisione Clinica viene svolta da Scuola di Polisanalisi (impresa sociale no-profit per la formazione) e da APRE (ente non lucrativo di promozione sociale) in partnership. Ambedue gli enti sono iscritti al Registro Unico Nazionale enti Terzo Settore e condividono la mission di svolgere attività di training, di ricerca e riflessione che confluiscono in attività congressuali e in pubblicazioni, con l’intento di fondare una “Clinica del Sociale” (denominata “PolisAnalisi”) come ulteriore vertice ermeneutico e d’intervento per le problematiche contemporanee a livello psico-sociale. Abbiamo convenzioni con numerosi Atenei, altri Istituti di Specializzazione, ASL e con il MUR per lo svolgimento di tirocini professionalizzanti pree post-laurea e della specializzazione in psicoterapia. Siamo una Rete Professionale diffusa, con due sedi operative principali:
Laboratorio di PolisAnalisi: per una “Clinica del Sociale”
Direttrice: Viviana Langher (professore ordinario e presidente Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica de La Sapienza)
Coordinatore: Giuseppe D’Avino (psicoterapeuta in formazione SPAIG)
Supervisori: Cristiano Scandurra (ordinario Società di psicoterapia Psicoanalitica, docente Uni. Federico II), Pietro Lasalvia (psichiatra, psicoterapeuta psicoanalista, direttore Istituto di Psichiatria Sociale SPAIG), Giorgio Magnani (psichiatra, gruppoanalista, già dirigente USL Modena), Filippo Pergola (gruppoanalista, direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Analitica Individuale e di Gruppo SPAIG).
Nella sede si svolgono esclusivamente incontri di Confronto, Formazione e Co-visione/Supervisione sui casi che vengono trattati negli Sportelli Scolastici dove siamo presenti come APRE e nei contesti socio-organizzati dove siamo chiamati a operare con contratto o a titolo volontario. Gli incontri in sede sono tra professionisti e vengono svolti in modo gratuito per gli Specializzandi e i Tirocinanti.

Con le nostre attività cliniche per l’Individuo, il Gruppo, l’Istituzione e il Territorio perseguiamo l’intento di fondare un modello integrato d’intervento, che denominiamo “PolisAnalisi”, per ricollocare la patologia dentro la società, come causa, e dentro la comunità, come posto e legame: una cura del sociale e un vertice ermeneutico per comprensione i fenomeni psichici all’interno dello spazio sociale, configurando l’intervento sui problemi psichici come intervento sul sociale per sua definizione.
In particolare attuiamo progetti di ricerca-azione e interventi di psicoterapia dei campi multipersonali, utilizzando metodologie gruppali (Gruppi Balint Analitici, Psicodramma, Grande Gruppo, Focus-group, ecc.) per un intervento psicologico e psicoterapeutico (per l’Individuo e il Gruppo) entro differenti contesti sociali: dalla Scuola alle strutture produttive aziendali, alle organizzazioni di assistenza ad utenti “deboli” (anziani; giovani in situazione di disagio; tossicodipendenti; persone di culture “altre”, provenienti da paesi extracomunitari); dalle organizzazioni religiose, militari o carcerarie a quelle che operano nel terzo settore.
La psicoterapia polisanalitica, a partire dal modello Gruppoanalitico, considera l’essere persona di ciascuno come un mosaico di personalità, una “gruppalità interna” nella sua complessa unicità, in cui si coniugano e si integrano l’amare (la vita emotiva e affettiva) con il fare (la vita lavorativa, l’autorealizzazione professionale).
L’identità non è statica ma in progressiva trasformazione: l’individuo è in un continuo percorso, connotato da una pluralità di relazioni inter-soggettive con le quali definisce e ri-definisce il suo stare nel mondo in relazione con lo scenario in cui è inserito. Il PolisAnalista può accompagnare il paziente, il gruppo, l’Istituzione in un cammino dallo smarrimento, attraverso l’esplorazione di nuovi “territori”, a costruire nuovi significati accomunanti le varie reti e sistemi, per effettuare nuovi transiti necessari a posizionarsi nel proprio giusto posto per il bene e progresso proprio e della Comunità.
La contemporaneità che viviamo (pandemie, guerre, crisi economiche, ecologiche e sociali), segnata da profonda incertezza, precarietà e insicurezza, ha svelato la nostra fragilità e la nostra vulnerabilità impendendo di rappresentarci e progettare un futuro possibile e generativo, da cui proiezione paranoica, fuga maniacalee nemicalizzazione dell’altro.
Il soggetto esperimenta un senso di vuoto, di mancanza, di perdita di identità, che si manifestano in sintomi psicosomatici (attacchi di panico, crisi d’ansia, disturbi alimentari, insonnia) e/o nella incapacità di interagire con il mondo in senso generativo e progettuale (depressione, perdita di senso, bassa autostima, sensi di colpa, sfiducia verso gli altri, isolamento, solitudine, rabbia).
Le relazioni diventano faticose, conflittuali, superficiali o utilitaristiche, vengono meno il rispetto, l’empatia e l’ascolto dell’altro. La patologia si configura come l’uccisione dello Steraniero (dentro e fuori dell’Individuo e del gruppo di appartenenza).
Per la Polisanalisi la progettualità prima ancora che una teoria o una tecnica appartiene ad una cultura che identifica nell’essere alla vita l’occasione unica di investimento del proprio valore nelle forme più coraggiose ma anche più appropriate alla realtà.
La progettualità non è solo accompagnata dall’angoscia dell’incertezza (errori, insuccessi, delusioni, rinunce ecc), è simultaneamente attraversata dall’angoscia della bellezza, intesa come difficoltà a esprimere il proprio Sé, a censurare le proprie potenzialità, a negare i propri desideri, a non dare voce al proprio puer interno, che rappresenta l’istanza progettuale e generativa di ogni individuo sin dalla nascita.
La progettualità diviene il filo rosso del processo di apprendimento, considerato non tanto come qualcosa di aggiuntivo alla propria crescita, ma come il fattore costitutivo del rapporto con la propria vita privata e pubblica.
La psicoterapia polisanalitica si pone pertanto l’obiettivo di aiutare il soggetto a liberarsi dagli stereotipi, dalla coazione a ripetere, passando da collusioni patologiche a collusioni evolutive, ampliando le risorse di significato. Il PolisAnalistaè un riattivatole della capacità immaginativa e un facilitatore di rigenerazione di capitale sociale (cooperazione, reciprocità e fiducia) all’interno dei Gruppi. La speranza è di permettere una neo-costruzione di Senso per l’esistenza propria e della “Polis” (le comunità) per a realizzare responsabilmente una vita di relazione, privata e professionale e civile appagante e creativa.
Per ottenere ciò la clinica polisanalitica si configura come una psicoterapia dei campi multipersonali: per noi il terapeuta deve essere lì dove l’essere Persona (mosaico di personalità) del paziente si disloca, ossia coinvolgendo tutte le reti di relazione di cui il paziente è punto nodale (transpersonale e transculturale) e tenendo in conto dell’essere (individuo e comunità) ultimo anello di una catena di generazioni (livello inter e transgenerazionale).
Potete contattarci per progetti di Ricerca-Azione e Intervento Clinico rispetto all’Individuo, ai Gruppi nei contesti lavorativi di ogni tipo e al più ampio Territorio.

Le attività sono svolte in partnership con l’Istituto di Formazione dell’APRE (Ass.ne di Psicoanalisi della Relazione Educativa) per la formazione di tirocinanti e specializzandi attraverso l’osservazione
Coordinatrice: Giulia Proietti
Ai Tirocinanti e agli Specializzandi proponiamo l’osservazione partecipante in gruppo come modalità specifica utilizzata per far comprendere e trasmettere ai terapeuti in formazione, attraverso un’esperienza vissuta in modo diretto, il senso del lavoro analitico gruppale.

